"Testoni, è vivo!"

“Cristo vive” (“Christus vivit”): così si apre l'esortazione di papa Francesco scritta alla luce del recente Sinodo sui Giovani.


Come direbbe il Marchese del Grillo ad Aronne Piperno l'ebanista "bello tutto, bella 'a boiserie, bello l'armadio, belle le cassapanche"... ma che c'entra questo annuncio con la gioventù? Se c'è una caratteristica che riguarda noi giovani è proprio quella di sentirci vivi, di avere il fuoco dentro, di sentire la voglia di spaccare il mondo. O forse no?

Già. In queste settimane sto trascorrendo i miei giovedì mattina in una scuola media e vedo una grande differenza tra gli studenti di prima e quelli di terza: questi ultimi, “neopatentati emotivi” in un corpo da grandi, hanno perso quasi del tutto il desiderio di sognare in grande.

Facendo i conti con "la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti" (n.2), vivono il germoglio della loro giovinezza già privati della speranza e della forza.

Allora sì: l'annuncio di vita bella e gioiosa che sgorga dal Cristo Risorto deve coinvolgere per primi noi giovani non solo anagrafici, ma giovani del cuore e degli affetti, per spronarci a inseguire quel desiderio di felicità pensato dall’eternità per ciascuno. Desiderio di felicità pensato da sempre proprio per te!

"Preferisco il paradiso" fanno dire a San Filippo Neri nel famoso film con Gigi Proietti; quel Pippo Buono che ha coltivato in maniera profetica i sogni e le aspirazioni di tanti giovani disperati e considerati perduti. Così, mentre tutti piangono la sua morte, uno dei suoi ragazzi corre via per le strade di Roma annunciando la Pasqua: Filippo non è morto. "Testoni, è vivo!"


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