Non solo gioia quotidiana

Nella storia di ciascuna coppia la strada che porta al matrimonio è sempre diversa e particolare. Più leggera o faticosa, con tante interruzioni o fluida come un fiume che va verso il mare, in ognuna si può leggere la vocazione che il Signore fa alle sue creature amate. La chiamata di Dio è la nascita un legame, un’opportunità che il Signore offre ai fidanzati per entrare in relazione con Lui e per rendere reale fra loro lo stesso amore con cui Lui ci ama.

I fidanzati, creati maschi e femmine, lasciando la famiglia di origine per unirsi nel matrimonio saranno una carne sola. Ancora la Genesi ci dice che erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna. Poche parole che dicono molto della vocazione al matrimonio.

Prima di tutto il marito e la moglie sono e rimangono persone distinte, ma capaci di essere al contempo una sola, nuova entità.

Nella vita matrimoniale ognuno porta sé stesso, la propria cultura, le proprie radici, la propria sensibilità, i propri difetti, la propria differenza di genere.

Questo scambio è confronto e ricchezza.

La bellezza di essere diversi ci porta a scoprire l’altro, a conoscerlo sempre meglio, ad apprezzarlo e ad amare anche i suoi difetti. Nel matrimonio queste differenze sono la scintilla dell’amore, il bello che vediamo nell’altro, che genera anche la nostra attrazione, si trasformano in amore con la consapevolezza dell’altro, con la scelta, appunto consapevole, di voler intraprendere un percorso insieme e con il Signore.

Le scelte che ci troveremo a compiere, le difficoltà che dovremmo superare, i momenti di gioia che ci riempiranno il cuore, la grazia di Dio che ci ricolmerà nel nostro cammino, trasformeranno il nostro essere maschi e femmine nell’unica carne di cui parla la Genesi. Il verbo è al futuro: “…saranno una sola carne”.

Non è un caso, fa parte del rapporto Dio-uomo.

E’ una promessa che Dio ci fa: impareremo ad amare e a cogliere ogni singolo gesto dell’altro come nessun altro saprà fare mai, saremo per l’altro colui o colei che è in grado di arrivare in quella parte più intima e nascosta ed è capace di scaldarla (“… c’è un posto dentro te in cui fa freddo, è il posto in cui nessuno è entrato mai…” LIGABUE).

L’altro messaggio che si ricava dalla Genesi riguarda l’essere nudi e non provare vergogna. La nudità non è da intendersi solo come fisica, parliamo anche della nudità dell’anima. Essere tutti visibili, non coperti, non imbellettati o abbruttiti da vestiti, parliamo di non avere segreti per l’altro, essere amati a pieno per quel che si è veramente, da nudi.

A volte ci capita di pensare: “… non dico questo perché altrimenti poi l’altro cosa pensa…” oppure “… mi comporto così perché altrimenti l’altro non pensa che io sia...”. Questo è uno dei più gravi errori che gli sposi possano fare. Per quanto ci sforziamo di sembrare diversi da come siamo, alla fine, o l’altro amerà una persona diversa da noi o prima o poi se ne accorgerà. Mentre essere pienamente noi stessi ci renderà liberi di amare e di essere amati, liberi anche di sbagliare. Saremo poi liberi di essere perdonati ed amati ancora di più.

Nel matrimonio gli sposi sono liberi di unirsi a Dio, di amarsi nella verità, spiritualmente e fisicamente (Agape ed Eros) così come Dio ama il suo popolo, anche fisicamente, con il mistero di diventare carne e sangue per noi.

Il matrimonio non è fine a sé stesso, e, per quanto anche solo questo basterebbe, non è unicamente gioia quotidiana. E’ qualcosa di più: crescere, diventare persone migliori, lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato.

Papa Francesco ci aiuta con il suo entusiasmo: … “Il matrimonio è anche un lavoro di tutti i giorni, potrei dire un lavoro artigianale, un lavoro di oreficeria, perché il marito ha il compito di fare più donna la moglie e la moglie ha il compito di fare più uomo il marito. Crescere anche in umanità, come uomo e come donna. E questo si fa tra voi. Questo si chiama crescere insieme. Questo non viene dall’aria! Il Signore lo benedice, ma viene dalle vostre mani, dai vostri atteggiamenti, dal modo di vivere, dal modo di amarvi. Farci crescere! Sempre fare in modo che l’altro cresca. Lavorare per questo. ….. E i figli avranno questa eredità di aver avuto un papà e una mamma che sono cresciuti insieme, facendosi - l’un l’altro - più uomo e più donna!”.

Elena & Marco


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