L’arte di amare… a proposito di castità!

Non nascondiamocelo: è l’amore che muove la nostra vita! Questo lo sapeva anche Gesù, che nel momento in cui un giovane lo avvicina per essere aiutato a capire qualcosa della propria vita, lo guarda intensamente… e lo ama (cf. Mc 10,21)!

L’amore è il canale privilegiato per far arrivare i contenuti di ciò che si dice al proprio interlocutore: se tu cogli che le parole di chi ti sta di fronte sono radicate nell’amore, spalancherai cuore e mente ad accoglierle.

L’amore è il balsamo più efficace per guarire le ferite: se tu devi appoggiare un dolore, spontaneamente cerchi uno spazio dove ti senti amato per consegnarlo.

L’amore è la forza da cui trarre lo slancio per andare incontro alla vita: se ti trovi davanti ad un’impresa difficile, la affronterai con determinazione solo se ami ciò per cui stai combattendo.

Si potrebbero trovare altri esempi, ma forse uno può valere per tutti. L’amore è la radice del perdono, impresa difficilissima: se hai ricevuto del male, riuscirai a perdonare - e perdonare di cuore (cf. Mt 18,35) - solo amando chi ti ha offeso.

Ma allora, se si è vivi solo amando, come è possibile che ci sia un consiglio evangelico che mette le briglie all’amore? Non è questo infatti che chiede la castità? Amare, sì, MA… e quel MA apre la porta ad una serie di condizioni che rischiano di farci sentire un po’ mancare l’aria!

Allora, proviamo a cercare di sciogliere l’enigma. È proprio solo la castità che lega l’amore a delle regole? Forse chi sceglie la strada del matrimonio non si deve dare delle regole in fatto di amore? O meglio: cosa intendiamo per castità?

La vita si muove per la forza dell’amore, ma a sua volta pone degli argini all’amore perché sia fecondo. Proprio come gli argini di un fiume: come gli argini servono al fiume per correre sereno verso la sua meta, portando vita dovunque giunge, così le regole servono all’amore per esprimersi in pienezza e irradiare luce intorno a sé; e come il fiume che esce dagli argini devasta e uccide, così l’amore che non rispetta certe regole semina dolore e morte.

Dove apprendere le regole dell’amore, come imparare quest’arte così necessaria per diventare uomini e donne capaci di dire qualcosa di bello alla storia? Semplice! Qualcuno ci ha detto: “Dio è amore” (1Gv 4,8)! Conoscere Dio vuol dire conoscere l’amore. E Dio ha un volto concreto, il volto bello di Gesù Cristo: chi vede Lui, vede il Padre (cf. Gv 14,9) e dunque vede l’Amore. Proprio l’Amore con la A maiuscola, perché in Lui l’Amore diventa una persona concreta, viva, presente. Come presente? Nelle pagine del vangelo, regola di tutte le regole, strada maestra per imparare dove mettere i piedi per non inciampare sui sentieri della vita. L’arte di amare si apprende seguendo Lui, Amore fatto carne per noi, ciascuno di noi!

Gesù ci ama e ci insegna nel vangelo come rispondere a questo amore. Ci dice: “Amami anche tu, amami più che puoi, e ama ogni uomo come vorresti essere amato tu” (cf. Mt 12,29-31)!

Accade poi che a qualcuno quell’AMAMI ANCHE TU, sia rivolto con un accento tutto particolare, che fa sbiadire ogni altro possibile orizzonte di vita che non sia quello di vivere solo per Gesù e con Gesù, che fa impallidire ogni amore umano. Non è semplice capire che proprio a te Gesù sta rivolgendo questo invito così intimo, è spontanea una reazione di timore, di stupore… proprio come è successo a Maria a Nazareth, quando l’angelo le ha annunziato che Dio l’aveva riservata per sé, per una missione unica nella storia della salvezza (cf. Lc 1,29).

Gesù si propone alla nostra libertà, a volte con forza, a volte con dolcezza… dipende da come siamo fatti noi, e Lui - che ci ha fatti - lo sa. Si propone perché per ciascuno di noi ha in progetto una missione unica. Si propone e attende, paziente. E quando finalmente arriva il nostro SI’, si spalanca la porta ad un rapporto intimo, privilegiato, profondo, in cui con grande sorpresa ci si scopre liberi di amare non soltanto Lui, ma in Lui, con Lui e per Lui ogni uomo, ogni creatura: l’Amore di Dio è infinito, ed è tale da rendere capace di infinito anche il nostro piccolo cuore umano.

Certo, questo prevede delle regole, dei “no” che vanno detti con chiarezza e decisione: ma queste non sono altro che le esigenze di un amore vero. Se il primato dell’Amato dentro è chiaro e deciso, va da sé che non si accettino ambiguità o accomodamenti. Questo vale per ogni amore: ogni amore ha le sue regole, ogni amore vero chiede castità, che è come dire coerenza e onestà, trasparenza e lealtà. Ma se l’amore è vero, tutto questo è spontaneo, imprescindibile: si sente l’esigenza di dire all’Amato con tutta la propria vita che Lui è l’unico per noi. Se poi questo Amato è Gesù, è come buttarsi in un oceano di misericordia e carità da cui non si può che emergere così inzuppati di amore da non poter fare altro che diffonderlo sull’umanità intera!

Dunque: niente paura della solitudine, perché amare Gesù ti allarga il cuore ad accogliere tanti fratelli, tante sorelle, tanti volti in cerca a loro volta di amore. Se avrai imparato da Lui l’arte dell’amore, saprai amare in modo casto chiunque, e la tua vita si riempirà di relazioni belle, profonde, vere.

Sì, ci vuole un po’ di coraggio, un po’ di pazienza, anche un po’ di umiltà per ripartire ogni volta che si sbaglia, perché l’arte di amare non è facilissima… ma ne vale la pena, assolutamente!!

Madre Elena Francesca Beccaria Abadessa del Monastero "Santa Chiara" di Roma





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