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EGLI VIVE!


I punti 124-133 della Christus Vivit ci mettono di fronte a una verità che dimentichiamo con troppa facilità: Egli vive, Gesù è vivo. Facciamo tanti discorsi su Dio, sulla nostra relazione con Lui, su cosa Lui si aspetta da noi, su come noi dobbiamo comportarci con Lui. È liberante ricordarsi semplicemente questo: Lui è vivo, è presente qui con me, sempre. Quando i nostri problemi ci sembrano troppo grandi persino per Dio, quando pensiamo che il suo interesse per noi è condizionato dalla nostre capacità e ostacolato dal nostro male, invochiamolo il Suo nome: Gesù. Il male, dice papa Francesco, non avrà mai l’ultima parola, non solo quello che subiamo (le ingiustizie, i torti, le violenze), ma anche quello che facciamo noi e da cui ci sentiamo tanto ingabbiati. Le nostre piccole soluzioni si mostrano nella loro parzialità e insufficienza. Non possiamo curarci da soli e quando ce ne rendiamo conto, possiamo gridare a Dio ‘Ho bisogno di te!’. Recentemente ho ascoltato una cosa che desidero condividere qui. Il vero cambiamento nella nostra vita inizia quando iniziamo a vivere da figli. Siamo naturalmente figli, ma nel tempo dimentichiamo di esserlo. Diventiamo protagonisti e prima o poi questo falso mito cade: ci rendiamo conto che il mondo continua ad andare avanti anche senza di noi. Magari questo ci dà una certa tristezza, ma è uno sciroppo amaro che purifica e ci fa rendere conto che dobbiamo ritornare ad esser figli. L’invito alla piccolezza di Gesù non è perché i bambini sono più innocenti o più buoni, ma perché i bambini vivono questa figliolanza. Questa è una cosa che dobbiamo fare ogni giorno. Possiamo chiederci per quale ragione, ma ci accorgiamo presto che la ragione è una sola. Abbiamo bisogno di vivere da figli. Solo perché non ce la fa più, il figlio prodigo decide di ritornare al Padre. «Se riesci ad apprezzare con il cuore la bellezza di questo annuncio e a lasciarti incontrare dal Signore; se ti lasci amare e salvare da Lui; se entri in amicizia con Lui e cominci a conversare con Cristo vivo sulle cose concrete della tua vita, questa sarà la grande esperienza, sarà l’esperienza fondamentale che sosterrà la tua vita cristiana» (CV 129). Il papa ci richiama alla concretezza, alla carne delle cose che viviamo. È questo il luogo di un’amicizia vera con Gesù, vera proprio perché non ha bisogno di difese e di stratagemmi. Spesso l’incontro con la verità di noi stessi ci disarma e ci fa scappare alla ricerca di carte regalo e fiocchettini che ci rendano più carini ai nostri occhi e agli occhi degli altri. C’è Uno da cui non hai bisogno di nasconderti, pronto a sostenerti. Certamente tutto questo è un cammino continuo, anche faticoso, ma la gioia è sapere che Lui è vivo e non ti lascia mai solo!

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