Datevi al meglio nella vita!

La riscoperta della chiamata universale alla santità è uno dei frutti più belli del Concilio: «Tutti i fedeli d’ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una santità, la cui perfezione è quella stessa del Padre celeste» (n.249). Ed è proprio con quello stesso spirito che san Paolo VI ha istituito, cinquantasette anni fa, la Giornata Mondiale per le Vocazioni, che vivremo nella domenica che ci attende.

In questa occasione, condividiamo qui alcuni passi del Messaggio che papa Francesco ha scritto per la Giornata, permettendoci inoltre di rimandare al breve video-incontro dello scorso venerdì, in cui abbiamo intervistato due nostri compagni di Seminario, prossimi all’ordinazione (“Sentieri sulle acque”).


Nella "Christus vivit" il papa ci invita a cogliere “i due amori” che muovono ogni vocazione alla santità, «la chiamata all’amicizia con Lui» (n.250-252) e «il tuo essere per gli altri» (n.253-258), perché «la tua vocazione ti orienta a tirare fuori il meglio di te stesso per la gloria di Dio e per il bene degli altri. Non si tratta solo di fare delle cose, ma di farle con un significato, con un orientamento» (n.257); così nel Messaggio richiama «le parole della vocazione: dolore, gratitudine, coraggio e lode», incorniciate «sullo sfondo di un brano evangelico che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade: […] la barca della nostra vita, infatti, avanza lentamente, sempre inquieta perché alla ricerca di un approdo felice, pronta ad affrontare i rischi e le opportunità del mare, ma anche desiderosa di ricevere dal timoniere una virata che conduca finalmente verso la giusta rotta. Talvolta, però, le può capitare di smarrirsi, di lasciarsi abbagliare dalle illusioni invece che seguire il faro luminoso che la conduce al porto sicuro, o di essere sfidata dai venti contrari delle difficoltà, dei dubbi e delle paure».


Prendiamo allora davvero sul serio questo invito: «Qual è la tua rotta? Se fosse necessario soffermarsi un po’ di più su questa idea, chiedo a ciascuno di voi di attribuirle la massima importanza, perché riuscire in questo equivale semplicemente ad avere successo; fallire in questo equivale semplicemente a fallire» (n.257).

«Nella specifica vocazione che siamo chiamati a vivere, questi venti possono sfiancarci. […] Coraggio, non abbiate paura! Gesù è accanto a noi e, se lo riconosciamo come unico Signore della nostra vita, Egli ci tende la mano e ci afferra per salvarci».



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