Costruire la felicità in due

“Perché tu sia felice e cresciate molto di numero nella terra dove scorre il latte e il miele…” (Deuteronomio, cap. 6).


In questa frase, tratta dalla prima lettura che abbiamo scelto per il nostro matrimonio, ritrovo ogni giorno il senso della scelta che ho fatto 7 anni fa.


In questo tempo, ho sperimentato infatti che quella che speravo fosse una frase augurale per la nostra vita insieme, è – in verità – il disegno che il Signore ha voluto tracciare nella vita mia e di Simone. Del resto è stato grazie a Lui se ci siamo incontrati!


Dio ci vuole felici e, nel Matrimonio, ci destina a questa felicità chiamandoci in due a costruirla. Si, a “costruirla”… perché la felicità, che poi è la strada che compiamo passo dopo passo verso di Lui, non è una meta che possiamo attendere immobili e impassibili, in attesa che accada.


Come dice Ivano Fossati: “La costruzione del mio amore mi piace guardarla salire, come un grattacielo di cento piani o come un girasole… E ad ogni piano c’è un sorriso per ogni inverno da passare ad ogni piano un Paradiso da consumare… E intanto guardo questo amore che si fa più vicino al cielo, come se dopo tanto amore bastasse ancora cielo…”.


Eppure, nella vita in due il Cielo non basta mai, perché la vita di coppia non si costruisce da sola o da soli. E’ una strada troppo lunga e densa che non si può percorrere senza una sufficiente “scorta” di Dio da portare con sé, una scorta che, peraltro, va alimentata quotidianamente con la preghiera.


Una scorta di cui Dio non ci lascia poi sprovvisti, come ci siamo ricordati ed augurati nella scelta del Vangelo di quel giorno “Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete: la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? […] Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.


Il Signore continua a prendersi cura di noi e della nostra famiglia se ogni giorno gli permettiamo di accompagnarci in questo cammino, facendo memoria del Suo amore per noi.


Del resto è Dio stesso, proprio nel Libro del Deuteronomio che ho citato poco fa, che ci invita a fare memoria di ciò che eravamo e di ciò che siamo diventati con Lui e ci chiama a rendere testimonianza di tutto questo.


Il Matrimonio è, infatti, come gli altri, un Sacramento che chiama alla fertilità della vocazione ricevuta, che non deve esaurirsi in sé stessa, nelle mura domestiche, ma va messa a servizio delle persone che abbiamo accanto, dei nostri compagni, dei nostri figli, delle persone che bussano alla nostra porta…


Siamo chiamati a metterci a servizio dell’altro e degli altri, per far crescere la nostra unione e nella nostra unione, imparando ogni giorno ad abitare una dimensione sempre nuova, che è il dono più grande che il Signore ci ha riservato: regalarci un compagno di viaggio che percorra con noi la strada su cui le nostre vite sono chiamate a snodarsi, per arrivare insieme fino a Lui.

Chiara


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