«Coraggio, non temete!»

Le narrazioni fanno la storia degli uomini, ed è ciò che ci accomuna a renderci una comunità: storie che «a volte sembrano mitologiche, fantasiose, ma molte volte sono piene di preziosa esperienza, di simboli eloquenti, di messaggi nascosti» (n.195).

Proprio per questo non ci è sembrato strano che in questi giorni di crisi, accanto alle tantissime iniziative medico-sanitarie, ne siano nate altrettante a livello storico-culturale: digitalizzazione di opere d’arte di interi poli museali, di musica di ogni genere, di teatro, opera e spettacolo, nascita di piattaforme per avere a portata di click i grandi classici della letteratura mondiale; sviluppo di sistemi per poter continuare a studiare, a scuola come all'università: perché «se i giovani si radicano [nella storia] riescono a vedere il futuro, possono avere visioni che aprono loro l’orizzonte e mostrano loro nuovi cammini» (n.193).

«Essere giovani con radici», questo l’invito di Papa Francesco, e soprattutto oggi ci accorgiamo di quanto ne abbiamo bisogno, oggi che i nostri anziani stanno morendo ogni giorno, tanto da non saper più dove seppellirli, lasciandoli senza l’abbraccio dei loro cari, senza una preghiera al loro capezzale: «Le radici non sono ancore che ci legano ad altre epoche, [...] (ma) un punto di radicamento che ci consente di crescere e di rispondere alle nuove sfide, [...] (amando) il nostro tempo con le sue possibilità e i suoi rischi, con le sue gioie e i suoi dolori, con le sue ricchezze e i suoi limiti, con i suoi successi e i suoi errori» (n.200).

Nella paura comune del dolore e della morte, il ricordo del passato ci mostra «ciò che Dio compie in modo creativo persino con i nostri errori» (n.198), con gli avvenimenti che sembrano incomprensibili: ci ricorda che purtroppo non sempre “Andrà tutto bene”, ma che in ogni situazione Dio ci rivolge quell'invito rassicurante di Gesù ai suoi discepoli: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».



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