Conclusione Christus Vivit

«Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi?»: immagino sia questa la meraviglia che accomuna ogni chiamato, e prima ancora ogni credente, nel rendersi conto che Dio, nella sua bontà, si è fatto vicino! Questa la gioia di chi lo adora nella mangiatoia e lo contempla risorto!


Scrivendo queste pagine ci spingeva il desiderio di poter dare un nostro piccolo contributo a ciò che tutti chiamano vocazione, nella fragilità e precarietà di chi si trova ancora in cammino, ma che si stupisce nel vedere come il Signore continui a chiamare alla santità i suoi figli, in modi sempre nuovi e insospettabili.

Lo abbiamo fatto inizialmente non con un intento sistematico, ma semplicemente mettendo insieme le intuizioni e le esperienze degli incontri con i giovani nelle parrocchie e nelle scuole, che il tempo ha poi livellato in questi ultimi mesi di quiete forzata e di avversità, in cui la preghiera si è fatta costante e attenta.

Proviamo qui però, per concludere il cammino, a sciogliere un filo rosso del nostro percorso di gioventù, usando ancora una volta le parole di Papa Francesco, non solo come ottimo riassunto, ma anche come esplicitazione del senso profondo dell’intera Esortazione: «Correte, ATTRATTI da quel Volto tanto amato», il vero polmone della gioventù, l’esperienza dell’amicizia autentica, che non giudica, e del grande amore, che fa ardere il cuore; «abbiamo bisogno del vostro SLANCIO», che non si accontenta di ciò che è ed è sempre stato, ma intuisce nella freschezza dell’entusiasmo le nuove rotte da tracciare e percorrere; «abbiate PAZIENZA», non solo di aspettare, quando gli altri non subito si mettono in cammino, ma anche di sopportare le correzioni e accogliere i consigli dei fratelli più grandi.

Solo così non avremo più nessun dubbio, né alcun timore, e apriremo senza esitare la porta del nostro cuore all’Amato, il Cristo Risorto che vive per sempre: «E nessuno dei discepoli osava domandargli: “Chi sei?”, poiché sapevano bene che era il Signore»!



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