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Come Maria, Madre della Fiducia

"Mater mea, fiducia mea!". Così finisce la supplica alla Madonna della Fiducia che tutti i seminaristi del Seminario Romano Maggiore firmarono il 3 maggio 1917,

quando chiesero alla loro patrona di proteggerli nella terribile guerra dove erano stati chiamati ad andare. Da allora l'affetto e la fiducia riposti nella Madre di Dio sono cresciuti nei seminaristi del nostro seminario e ogni anno seminaristi e sacerdoti si ritrovano insieme per celebrare questo amore che ci unisce tutti.

La Madonna della Fiducia richiama alla nostra mente dimensioni importanti nel cammino di un cristiano: la fede in Dio e l'abbandono fiducioso alla sua volontà. Maria è modello di ogni credente in quanto si è fidata della parola di Dio che le era giunta tramite l'angelo. Se pensiamo alla vita di Maria possiamo immaginare che siano stati tanti i momenti in cui capiva poco di quello che le stava succedendo, in cui guardava il suo figlio Gesù chiedendosi se davvero sarebbe accaduto quello che le aveva preannunciato l'angelo e se davvero lo avrebbe visto soffrire. Nel suo cuore forse si è mossa quella preoccupazione che solo una madre può provare all'idea di vedere il figlio morire. Eppure lei non ha dubitato, la sua fede è rimasta salda e il suo fiducioso abbandono a Dio non è mai venuto meno. Probabilmente ha pianto molto nel segreto della sua stanza, ma non si è mai disperata.

L'esperienza di Maria e della sua fiducia in Dio parla alle nostre vite perché anche noi spesso non capiamo bene cosa il Signore ci chiede e, quando ci sembra di averlo capito, tante sono le fatiche, le prove e le sofferenze che si presentano sul nostro cammino. Maria è madre della Fiducia perché lei chiede per noi la grazia di fidarci del suo figlio, perché ci sostiene nei dubbi e nei travagli del nostro cammino umano e spirituale. Maria è madre della Fiducia perché è andata avanti nella via che il Signore le indicava giorno dopo giorno.

Allora lei può diventare fedele compagna di viaggio di ogni giovane che cerca la sua strada, di ogni seminarista, di ogni prete e di ogni coppia di fidanzati o di sposi perché in ogni vita lei può innescare la fiducia che ci porta in intimità col figlio Gesù, la fiducia che ci spinge ad andare avanti alla sequela di Cristo.

Consapevoli di questo sostegno che ci è dato, anche noi, come i seminaristi che partivano per la guerra 103 anni fa, possiamo pronunciare con confidenza filiale le parole "Mater mea, fiducia mea!"

Matteo

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